Secondo quanto riportato da formiche.net la politica economica cinese si basa da sempre su un pilastro: l’export. Una regola che vale anche e soprattutto per l’auto, dove le case automobilistiche di Pechino, da Chery a Great Wall passando per Byd e Geely, dipendono in maniera sempre più marcata dalle esportazioni per evitare perdite e declino industriale. In particolare, l’Europa resta il mercato di riferimento. Eppure, l’Ue sta alzando barriere di protezione per salvare la propria manifattura. O la Cina vende in Europa o per il Dragone sono guai.
La forte tendenza all’internazionalizzazione delle imprese cinesi, che ha messo in allarme anche le autorità di Pechino (preoccupate per la reputazione dei propri marchi), è confermata dagli ultimi dati pubblicati dall’Associazione cinese delle autovetture. Chery ha registrato ricavi in aumento del 12,3% a 241,2 miliardi di yuan (32,5 miliardi di euro) nei primi nove mesi dell’anno, ma l’utile netto è diminuito del 2,8% a 14 miliardi di yuan (1,9 miliardi di euro). Great Wall ha registrato una flessione degli utili del 55,7% a 3,8 miliardi di yuan (515 milioni di euro), nonostante un aumento dei ricavi del 4,1% a 160 miliardi di yuan (21,5 miliardi di euro). Ma entrambe le case automobilistiche hanno registrato un aumento delle vendite all’estero.
Le vendite estere di Great Wall sono aumentate a circa 476mila unità, rappresentando il 51,7% delle vendite totali, rispetto al 38,3% dello scorso anno, grazie alla forte domanda di veicoli elettrici sportivi e di lusso. Chery ha esportato quasi il 70% delle vendite di ottobre, circa 195mila veicoli su 282mila complessivi. Le autorità cinesi hanno emanato linee guida per promuovere una distribuzione più equilibrata delle vendite tra mercato interno ed estero, poiché molte case automobilistiche si affidano a prezzi aggressivi per competere, minando la reputazione dei marchi nazionali. In Cina le vendite di auto sono diminuite di un quinto a 1,47 milioni di veicoli, il decimo mese consecutivo di calo, mentre le esportazioni sono aumentate dell’88% a 923mila veicoli.