La Germania è pronta a cambiare strategia e a rilevare l'intera quota privata di KNDS, il gruppo franco-tedesco nato nel 2015 dalla fusione di Krauss-Maffei Wegmann e Nexter, i costruttori dei carri armati Leopard 2 e Leclerc. L'operazione comporterebbe l'abbandono della quotazione in Borsa, trasformando il colosso della difesa in un'azienda interamente pubblica. Lo riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt, citando fonti governative e industriali.
Secondo il quotidiano economico, le famiglie Bode e Braunbehrens, azionisti privati della holding KMW family holding, avrebbero rinunciato a portare la società in Borsa e sarebbero pronte a cedere le loro azioni ai governi di Berlino e Parigi. La decisione, se confermata, rappresenta una svolta nella lunga trattativa con il governo tedesco, intenzionato a ottenere un controllo paritario con la Francia sulla società che produce, oltre ai carri armati Leopard 2 e Leclerc, anche il veicolo da combattimento Puma, i blindati Boxer e l'obice Pzh.
Il governo tedesco esamina l'acquisto della quota dal 2025, in assenza di alternative. Inizialmente, Berlino aveva valutato l'acquisto del 25,1 per cento della holding, sufficiente a garantirsi il diritto di veto nei confronti di Parigi. A maggio, tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo per una partecipazione del 40 per cento. Il negoziato è stato segnato da conflitti interni tra il ministro della Difesa Boris Pistorius e il cancelliere Friedrich Merz, che ha cercato di impedire l'ingresso dello Stato tra gli azionisti.
A giugno, il governo tedesco ha ufficializzato la decisione di puntare a una partecipazione paritaria del 40 per cento ciascuno per Berlino e Parigi, con il restante 20 per cento destinato al mercato. A luglio, KNDS ha rinviato la quotazione, inizialmente prevista per maggio, a causa del calo dei titoli della difesa sui mercati internazionali e delle difficoltà nel convincere gli investitori. A ottobre, l'amministratore delegato Jean-Paul Alary ha dichiarato che l'Ipo è "sospesa, ma non annullata". Nel frattempo, il fondo americano Warburg Pincus avrebbe avviato colloqui per rilevare una quota significativa, prospettiva che ha suscitato preoccupazione a Berlino.
La trattativa potrebbe ora entrare nella fase decisiva: per Berlino, la rinuncia alla quotazione e l'acquisto della quota privata rappresentano un'opportunità per ottenere il controllo diretto di un attore cruciale per il riarmo della Bundeswehr, in un contesto internazionale di crescente instabilità.