Le recenti parole di Trump su Zelensky, accusato di non voler raggiungere un accordo per la fine della guerra e la sostanziale indicazione a Kiev di trovare un nuovo leader, si inseriscono in un quadro più ampio di segnali che mostrano un disimpegno americano dalla sicurezza europea e che il generale Vincenzo Camporini, in un’intervista a The Post Internazionale, osserva con preoccupazione.

Camporini, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica e della Difesa, cita anche l’accordo sul diesel tra Casa Bianca e Mosca e l’attacco degli Houthi all’Arabia Saudita. Si dice pessimista sul futuro della solidarietà atlantica: “Se qualcuno mi chiedesse di scommettere sulla validità dell’articolo cinque, non rischierei i miei quattrini”.

Il generale ricorda che negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di midterm e che, se il Partito Democratico dovesse perderle, Trump potrebbe essere messo in stato di accusa e destituito. Critica anche la strategia del Presidente di attribuire la colpa dell’aumento dei costi dei carburanti a fattori esterni, come il conflitto con l’Iran, per evitare di ammettere un errore nella politica di rigassificazione del gas.

Camporini sottolinea che l’interesse di Trump per la politica europea e la sicurezza in Europa è ormai assente: “Ormai ha altro per la testa”. L’accordo sul diesel, pur irrisorio dal punto di vista quantitativo, viene visto come un tassello importante nello scenario europeo. Il generale esprime preoccupazione per il rischio che alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, possano smarcarsi e allinearsi con la posizione di Mosca.

In conclusione, Camporini ribadisce che l’Europa non è autosufficiente dal punto di vista della difesa.

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