Anche Tamoil aderisce all’appello del governo italiano a calmierare i prezzi del carburante, seguendo l’esempio di Eni, IP e Q8. L’azienda energetica controllata dalla Libyan Foreign Bank si unisce così alla rete di distributori che hanno applicato il meccanismo di calmiere sui carburanti, il cosiddetto “price cap” (2.19 diesel, 1.99 benzina), nel tentativo di contenere il costo di benzina e gasolio per gli automobilisti italiani. La rete di distribuzione di Tamoil in Italia è capillare, con oltre 1.500 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale, e una quota di mercato superiore all’8%, un dato significativo nel contesto di un settore fortemente competitivo e frammentato. Gli altri operatori della rete carburanti in Italia includono Q8, gestita da Kuwait Petroleum Italia, con 2.900 stazioni di servizio, IP, che presidia il territorio con 4.500 stazioni, ed Eni, il principale attore del mercato, con una presenza capillare che supera le 15.000 stazioni di servizio in tutto il Paese.
L’iniziativa del governo è stata accolta positivamente anche da alcune sigle sindacali, come la Cisl, che però chiedono misure strutturali e di lungo periodo. "L’inflazione ritorna a volare per effetto della situazione geopolitica e della crisi energetica. Condividiamo gli interventi emergenziali messi in campo, ma bisogna attivarsi per misure più durature", ha dichiarato la segretaria confederale Daniela Fumarola. Anche il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha commentato positivamente l’adesione di Tamoil, sottolineando come il risultato sia stato ottenuto senza ricorrere a tassazioni straordinarie o interventi normativi d’urgenza: "Il risultato è sicuramente apprezzabile... Ha iniziato l’Eni poi IP, Q8, ora tutti si stanno adeguando".
Non mancano però le critiche da parte delle associazioni di categoria. Confartigianato parla di "impatto devastante" sull’autotrasporto e sulla piccola impresa, mentre Cna Roma denuncia che gli autotrasportatori di Roma e del Lazio spendono oltre 2.000 euro al mese in più per rifornimento per ogni camion rispetto a gennaio 2026. "Nonostante il price cap introdotto da Eni e Ip, la situazione è ormai fuori controllo", ha dichiarato il segretario della Cna Roma Roberto Orlandi. L’associazione chiede un confronto urgente con il governo e avverte che il trasporto merci rischia la paralisi, con conseguenze pesanti anche per le attività delle PMI che dipendono dalle consegne quotidiane.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy continuerà a monitorare la situazione per mantenere viva la rete distributiva e garantire la disponibilità di carburante senza interruzioni.