Il 20 settembre 2026, Giuseppe Conte ha convocato un'assemblea del Movimento 5 Stelle a Nova, Milano, per ridefinire l'agenda del partito. Tra i temi centrali, l'opposizione alle politiche di riarmo e al sostegno militare all'Ucraina, con l'obiettivo di mettere in difficoltà Elly Schlein in vista delle primarie del centrosinistra.
Tuttavia, durante il mandato di Conte, la spesa militare in Italia è aumentata. A giugno 2018, rappresentava l'1,2% del PIL; nel 2021 era salita all'1,58% (da 21,7 miliardi a 26,4 miliardi di euro, circa +20% in due anni e mezzo). In termini assoluti, è proseguita anche sotto il governo Draghi, arrivando a poco meno di 30 miliardi, nonostante una diminuzione percentuale rispetto al PIL (da 1,58% a 1,50%).
Questo aumento non era un'iniziativa autonoma di Conte, ma il mantenimento di impegni presi dai governi precedenti. Nel settembre 2014, Matteo Renzi aveva già assunto l'impegno di portare la spesa per la difesa al 2% del PIL durante un vertice NATO.
Conte confermò questo impegno al vertice NATO di Bruxelles, sostenendo le richieste del presidente statunitense Donald Trump e dichiarando l'esigenza di riequilibrare la spesa militare tra Stati Uniti e alleati: "Esigenza di riequilibrare la spesa che tradizionalmente gli Stati Uniti sostengono" e "Spesa in se stessa molto sproporzionata. Sono posizioni del tutto ragionevoli di cui io personalmente tengo gran conto e anzi mi farò latore del fatto che siano comprese anche dagli altri", disse Conte.