Il 16 ottobre 2026, in occasione dell’inaugurazione del supercomputer quantistico Volta B1, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato l’importanza strategica del quantum computing come nuova dimensione della politica industriale e della sicurezza nazionale. Crosetto ha evidenziato come il quantum non possa essere considerato una singola tecnologia, ma un fattore trasversale che ridefinisce le relazioni tra ricerca scientifica, industria e difesa, ponendo l’Italia di fronte alla necessità di investire in modo coordinato per evitare la perdita di competitività e sovranità tecnologica.

Secondo Crosetto, il quantum non è una singola tecnologia, ma un nuovo paradigma che ridefinisce le regole della competizione globale. Il ministro ha evidenziato come l’Europa e l’Italia siano ancora in grado di giocare un ruolo di primo piano, ma solo se sapranno affrontare le sfide con una visione strategica unitaria. Ha inoltre sottolineato che la tecnologia sta diventando una delle principali espressioni del potere degli Stati e che il quantum si colloca al centro di questa trasformazione.

Il ministro ha dichiarato che il quantum rende sempre meno sostenibili le tradizionali separazioni tra ricerca scientifica, innovazione industriale, sviluppo economico e anche sicurezza e difesa. Ha spiegato che le applicazioni di questa tecnologia, sia civili sia militari, sono così interconnesse da richiedere una collaborazione continua tra diversi settori della società.

Crosetto ha ricordato che l’Italia possiede una delle comunità scientifiche più autorevoli al mondo nel campo del quantum. Tuttavia, ha sottolineato come questa eccellenza sia spesso frammentata in una lunga catena del valore, con competenze disperse e talenti che tendono a trasferirsi all’estero. Ha quindi evidenziato la necessità di trasformare le collaborazioni occasionali in sinergie strutturali di lungo periodo.

Il ministro ha posto una domanda centrale: l’Italia vuole essere un Paese che utilizza le tecnologie sviluppate altrove, oppure un Paese capace di contribuire a determinare l’evoluzione, l’applicazione e le regole? Ha ribadito che il Governo ritiene che la risposta debba essere la seconda e che questo richiede una volontà politica chiara e una capacità di investimento coerente con la sfida.

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