“I numeri perfetti sono molto rari, proprio come gli uomini perfetti” (Cartesio). E oggi il numero perfetto è dieci mila. I magistrati italiani hanno votato, in diecimila, per eleggere i loro rappresentanti nel Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), un evento che non solo riflette l’opinione pubblica interna della magistratura, ma getta anche luce sullo stato dell’amministrazione della giustizia in Italia. L’analisi è di formiche.net del 31/10/2026.

I risultati delle elezioni indicano una tendenza verso una maggiore professionalizzazione o una maggiore esperienza operativa, con la rielezione di figure esperte come Cosimo Ferri, ex leader di Magistratura Indipendente e sottosegretario alla giustizia. Tuttavia, il declino di Magistratura Indipendente, dovuto a divisioni interne e alla concorrenza di candidature indipendenti, evidenzia una frammentazione, mentre la crescita del gruppo "Osservatorio dell’autogoverno diffuso", collegato a Magistratura Democratica, e l’affermazione di Area Dg spostano il baricentro verso il centrosinistra, come sottolineato da Enrico Costa, capogruppo alla Camera di Forza Italia: “Un’estremizzazione della magistratura che non stupisce: non c’era bisogno delle elezioni del Csm per accorgersene”.

L’elezione dei 10 componenti laici si preannuncia lunga e laboriosa: la scelta e l’elezione del vicepresidente designato saranno il primo banco di prova.

Area Dg

6 consiglieri eletti: Egle Pilla, Eugenio Albamonte, Gianluca De Leo, Chiara Gallo, Ilaria Casu, Roberto Arata.

Unicost

5 consiglieri eletti: Giuliano Caputo, Valeria Ciampelli, Piero Indinnimeo, Daniela Monaco Crea, Filippo Di Todaro.

Fonti