Cinque milioni di dati incrociati, un milione di nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro, una selezione che porta a 625.000 beneficiari e una procedura che non chiede domanda. Sono i numeri con cui l’INPS entra nel percorso della Carta "Dedicata a Te", presentata nella Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, alla presenza del Ministro Francesco Lollobrigida e del Presidente dell’INPS Gabriele Fava.

Per il biennio 2026-2027 la Carta è destinata a nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro, con l’obiettivo di fornire beni alimentari di prima necessità. Il passaggio chiave è che il cittadino non deve fare domanda: l’INPS utilizza i dati già presenti nelle proprie banche dati per identificare i potenziali beneficiari, costruendo un elenco che viene poi trasmesso ai Comuni per la verifica finale.

«All’INPS tocca la parte che sa fare meglio, cioè leggere i dati», ha spiegato il Presidente Fava. «Il nostro compito è selezionare i nuclei che rientrano nei requisiti ISEE e, tra questi, individuare quelli che, per composizione familiare, hanno priorità maggiore». L’ISEE entro 15.000 euro, ha precisato, non garantisce automaticamente l’assegnazione perché il numero dei potenziali beneficiari è superiore ai fondi disponibili: da qui la formazione di un elenco ordinato per fasce di priorità.

Le priorità seguono uno schema preciso: prima i nuclei con almeno tre componenti e almeno un nato entro il 31 dicembre 2012, poi quelli con almeno tre componenti e almeno un nato entro il 31 dicembre 2008, quindi gli altri nuclei di almeno tre persone. All’interno di ciascuna fascia, viene privilegiato l’ISEE più basso.

Il risultato è un percorso che tiene insieme tre livelli di amministrazione: l’INPS come snodo tra dati, amministrazioni locali e soggetto erogatore; i Comuni nella verifica e nella comunicazione ai beneficiari; Poste Italiane nella consegna e nella gestione materiale della Carta.

«Per una famiglia che fatica, ricevere oggi una comunicazione invece di doverla sollecitare cambia radicalmente il rapporto con le istituzioni», ha aggiunto Fava. «Intendiamo la prossimità come un’amministrazione che usa ciò che già sa per arrivare prima della richiesta».

Una linea condivisa dalla Direzione generale dell’Istituto. La Direttrice generale Valeria Vittimberga ha richiamato il modello già sperimentato da INPS in altre politiche pubbliche, come il bonus elettricità, il bonus elettrodomestici e l’Assegno di inclusione, sottolineando il ruolo dell’Istituto come «tecnostruttura» capace di unire capacità operativa e visione strategica.

È proprio questa proattività – un elenco costruito a monte, un beneficio che arriva senza bisogno di presentare domande – a rappresentare il modo in cui l’Istituto interpreta oggi il proprio ruolo: non solo erogatore, ma sistema che mette in fila procedure, banche dati e amministrazioni per portare la misura fino al destinatario.

Il passaggio finale resta quello del Comune, che verifica i requisiti e comunica al cittadino l’assegnazione. I nuovi beneficiari possono ritirare la Carta; chi ne è già in possesso può ricevere una nuova ricarica. Non è prevista un’istanza del cittadino né all’INPS né al Comune.

«L’INPS», ha concluso Fava, «è il punto di equilibrio tra chi decide una politica pubblica e chi la riceve. Ogni volta che riusciamo a ridurre la distanza tra la decisione e il cittadino, stiamo facendo il nostro mestiere. E il nostro mestiere, oggi, significa portare la protezione pubblica là dove serve».

Nel percorso della Carta "Dedicata a Te", questo significa che il processo passa da tre attori: l’INPS che elabora i dati, i Comuni che verificano e comunicano, Poste Italiane che rende disponibile la Carta o la ricarica. Il cittadino, per una volta, arriva alla fine del percorso senza essere costretto ad aprirne uno.