Trevi (Perugia) ha ospitato oggi la decima edizione delle Giornate dell’Energia e dell’Economia Circolare, l’appuntamento annuale promosso da Globe Italia, WEC Italia, AICP (Associazione Italiana dei Collaboratori Parlamentari) e Askanews. L’edizione 2026 segna un punto di svolta, celebrando dieci anni di dialogo e confronto tra istituzioni, mondo della ricerca e imprese sui temi della transizione ecologica, della politica ambientale e dell’economia circolare.
Secondo quanto riportato da Askanews, l’evento di quest’anno ha avuto come focus centrale un bilancio sui risultati ottenuti negli ultimi dieci anni e una riflessione su come affrontare le sfide dei prossimi dieci. L’Italia ha registrato negli ultimi anni risultati superiori alla media europea in diversi settori della transizione ecologica, come il tasso di circolarità dei materiali (21,6% contro il 12,2% della media UE) e il riciclo dei rifiuti urbani.
“Quest’anno le Giornate di Trevi arrivano in un momento particolarmente critico per il settore dell’energia e per l’ambiente tutto, alle prese con sfide storiche come l’accesso al gas, o nuove, come l’impatto che avrà l’Intelligenza Artificiale. Negli ultimi dieci anni le politiche ambientali hanno fatto tanta strada, ma per vincere sfide così complesse occorre una politica industriale più incisiva, capace di trainare il Paese verso il futuro, e investimenti forti nell’innovazione. I prossimi dieci anni saranno quelli decisivi per vincere questa sfida epocale, e per questo il confronto tra Parlamento, imprese e associazioni torna più che mai cruciale”, ha dichiarato Matteo Favero, presidente di Globe Italia.
Marco Margheri, presidente di World Energy Council (WEC) Italia, ha aggiunto: “Queste Giornate, da dieci anni, mettono in relazione energia ed economia circolare, facendo dialogare istituzioni, imprese, associazioni e territori. Le politiche energetiche devono sempre tenere uno sguardo attento alla dimensione internazionale, ma la competizione globale è sempre più dura, e tra dumping ambientale e nuovi equilibri geopolitici l’Europa rischia di perdere competitività. Per questo è fondamentale continuare a mettere in rete le competenze che l’Italia ha sviluppato, per rendere le nostre imprese più forti e la transizione ecologica un’occasione di crescita e sviluppo”.
Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha invece sottolineato i risultati raggiunti sul fronte dell’economia circolare: “Nel 2024, il riciclo dei rifiuti urbani è salito al 52,3%, mentre il recupero di materia rappresenta il 74,3% della gestione dei rifiuti speciali: parliamo di 139 milioni di tonnellate di materia recuperata, un traguardo che ci spinge a fare ancora meglio. Ed è proprio qui che energia e circolarità si incontrano”.