Roberto Fico comincia a mettere mano all’architettura amministrativa ereditata da Vincenzo De Luca. Dopo i primi mesi di governo, il presidente della Regione Campania avvia il percorso per cambiare i direttori generali nominati dal suo predecessore e per riorganizzare le strutture regionali. Il modello di riferimento, secondo quanto riportato da Fanpage, sarebbe quello adottato dalla Regione Puglia.
L’operazione non si limita a sostituire i dirigenti di vertice. L’obiettivo più ampio è intervenire sull’assetto organizzativo della macchina regionale. In questo quadro, la Giunta starebbe valutando l’accorpamento delle Direzioni e una diversa distribuzione delle competenze, con l’eventuale introduzione di un Segretario generale. Il riferimento pugliese verrebbe indicato come esempio per ridefinire la struttura amministrativa, oggi considerata da Palazzo Santa Lucia troppo frammentata e poco funzionale.
Un passaggio decisivo riguarda però le nomine dei direttori generali. Secondo quanto riportato, la Giunta starebbe predisponendo una delibera per riaprire gli interpelli contestati, consentendo così a nuovi dirigenti di candidarsi.
“Riaprire le procedure significa rimettere in discussione posizioni che altrimenti resterebbero intoccabili”, scrive Fanpage.
Alla base della scelta ci sono alcune sentenze sulle nomine realizzate durante la presidenza De Luca. La questione riguarda gli interpelli per gli incarichi dirigenziali: nel 2025, secondo quanto riportato, alcune procedure si sarebbero discostate dal disciplinare regionale del 2020, con la fase istruttoria gestita direttamente da due assessori e non dagli uffici competenti. I candidati che ritenevano di essere stati danneggiati hanno fatto ricorso, ottenendo pronunce favorevoli dal Tribunale che ha contestato la mancanza di base regolamentare e l’insufficienza delle motivazioni, ordinando di rifare le procedure.
Proprio queste sentenze diventano ora, secondo Fanpage, la leva politica per rivedere l’assetto precedente con la copertura di un giudice.
In Campania non esiste lo spoils system all’americana: il cambiamento passa necessariamente attraverso atti formali e motivati. Da qui l’importanza della delibera annunciata, che consentirebbe di riaprire le selezioni e modificare l’equilibrio dei vertici amministrativi.
Particolare attenzione riguarda anche la sanità, settore centrale per qualsiasi amministrazione regionale. I direttori generali delle ASL, ricorda Fanpage, gestiscono personale, risorse, appalti e servizi con un impatto diretto su cittadini e territori. Le nomine di questi vertici sono state, durante il governo De Luca, uno dei passaggi amministrativi più delicati, con ricorsi e opposizioni che hanno rallentato il processo e mantenuto in alcuni casi i commissari nominati dalla precedente gestione.
Secondo Fanpage, Fico intende intervenire anche sul sistema di controllo delle nomine attraverso le valutazioni dei direttori generali.
Già l’11 giugno la Giunta aveva approvato un sistema per verificare il raggiungimento degli obiettivi dei direttori generali per il 2024 e il 2025, affidando il controllo a una commissione di esperti nominata con decreto presidenziale. Contestualmente, sono stati aggiornati gli obiettivi di performance, che includono indicatori più stringenti come i tempi di permanenza nei pronto soccorso, le liste d’attesa e gli esiti clinici.