Il Coni ha commissariato la Figc, affidando l’incarico proprio al suo presidente Giovanni Malagò. Una soluzione che arriva dopo settimane di discussioni, accuse di possibili conflitti d’interesse e ipotesi di commissariamento che avrebbero potuto segnare una spaccatura all’interno dell’organizzazione sportiva.

Come riporta policymakermag.it, la decisione è stata ratificata all’unanimità dalla Giunta del Coni, con Malagò che si è astenuto dal voto. Una scelta che, secondo quanto ricostruito, rappresenta una mediazione, evitando di mettere in difficoltà i membri della Giunta con un voto che avrebbe potuto dividere il vertice dello sport italiano.

Alla base del commissariamento ci sarebbe un problema formale legato al tesseramento di Malagò al momento della candidatura. La vicenda si è trasformata rapidamente in un confronto politico interno al Coni, con posizioni diverse tra chi sosteneva la necessità del commissariamento e chi, come il presidente della Giunta Luciano Buonfiglio, parlava di pareri giuridici “granitici” e della necessità di decidere “senza se e senza ma”.

La soluzione individuata ha permesso di salvaguardare l’equilibrio interno al Coni: Malagò lascia formalmente la presidenza della Figc, viene commissariata la federazione e lo stesso Malagò viene nominato commissario con l’obiettivo di riportare la Figc alle elezioni entro il 31 gennaio 2027.

Una situazione che, secondo alcuni osservatori, ha assunto contorni quasi surreali: commissariato e commissario coincidono nella stessa persona. Una scelta che, nei fatti, consente a Malagò di rimanere pienamente nella partita e di ricandidarsi, questa volta senza l’ostacolo del tesseramento.

Il Consiglio Nazionale del Coni ha quindi ratificato il commissariamento, affidando a Giunio De Sanctis, presidente del Cip, il ruolo di garante dell’intesa, mentre il segretario generale del Coni Carlo Mornati affiancherà Malagò nella gestione commissariale.

Una vicenda che molti hanno definito un “teatro delle parti”, con una soluzione che evita lo scontro interno al Coni e lascia Malagò al centro della scena.

Come ha commentato Dario Di Vico su policymakermag.it: “Lo dovranno clonare”.

Perché nella vicenda della Figc, commissario e commissariato hanno finito per essere, ancora una volta, la stessa persona.

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