Francia e Germania propongono un nuovo strumento per affrontare le distorsioni del mercato globale, con particolare attenzione alla Cina. L’obiettivo è creare un “kill switch” che consenta all’Unione Europea di bloccare l’accesso al mercato interno in caso di pratiche scorrette. La proposta nasce dalle crescenti preoccupazioni sull’impatto del dumping, della sovraccapacità produttiva e della manipolazione valutaria da parte di alcuni paesi extraeuropei, con la Cina al centro del dibattito. L’iniziativa mira a rafforzare la capacità dell’Europa di difendersi senza ricorrere a guerre commerciali.


Francia e Germania propongono all’Unione Europea un nuovo strumento per affrontare le distorsioni del mercato globale, con particolare attenzione alla Cina. Secondo quanto riportato da Politico, i due paesi stanno spingendo per l’introduzione di un meccanismo che consenta all’UE di bloccare l’accesso della Cina al mercato europeo in caso di pratiche commerciali scorrette.

Il documento, presentato congiuntamente dal politico tedesco Friedrich Merz e dal presidente francese Emmanuel Macron, evidenzia la necessità di rafforzare la capacità europea di difendersi senza ricorrere a guerre commerciali. L’obiettivo è creare un “kill switch” che permetta una reazione immediata da parte della Commissione Europea in caso di distorsioni significative del mercato.

Secondo il documento, le principali distorsioni del mercato includono dumping, sovraccapacità produttiva, manipolazione valutaria e pressioni politiche o economiche. La proposta suggerisce l’introduzione di un meccanismo decisionale a maggioranza qualificata inversa, che consentirebbe alla Commissione di adottare misure forti, fino all’esclusione immediata dal mercato interno, se necessario.

“Abbiamo bisogno di uno strumento credibile nelle mani della Commissione che consenta una reazione decisiva e sistemica – ovvero attivabile tramite maggioranza qualificata inversa – e l’adozione di misure forti, fino all’esclusione immediata dal mercato interno se necessario”, si legge nel documento.

La proposta individua quattro categorie di paesi che potrebbero essere oggetto di tali misure: quelli con deficit commerciali insostenibili, quelli con eccesso di capacità strutturale, quelli che praticano dumping e sussidi eccessivi e quelli che manipolano o sottovalutano la propria valuta.

L’iniziativa rappresenta un’evoluzione significativa delle posizioni europee sulla Cina. In passato, Berlino e Parigi avevano visioni diverse riguardo ai rapporti con Pechino, con Macron che aveva mostrato una maggiore apertura verso la Cina, anche attraverso incontri ufficiali con il presidente Xi Jinping.

La proposta arriva in un momento in cui l’Unione Europea sta cercando di rafforzare la propria autonomia strategica e di trovare un equilibrio tra cooperazione economica e difesa degli interessi europei nei confronti delle potenze globali.

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