Gli Stati Uniti stanno valutando una proposta per riprendere le vendite di gas russo all’Europa attraverso l’Ucraina, come parte di un piano per favorire una tregua energetica nel conflitto in corso. Secondo un documento di lavoro del Dipartimento di Stato statunitense del 2 novembre, visionato dal Financial Times, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner stanno sondando la disponibilità di Mosca a fornire gas all’Unione Europea tramite un intermediario statunitense. L’obiettivo sarebbe aggirare le sanzioni europee, con la possibilità di depositare i proventi su un conto vincolato in una giurisdizione terza, per evitare che il Cremlino possa utilizzare i fondi per finanziare la guerra.
La proposta rappresenterebbe un incentivo per il presidente russo Vladimir Putin ad accettare un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche, in cambio della riapertura dei flussi verso l’Europa attraverso i gasdotti ucraini. Il documento sottolinea che l’Ucraina potrebbe incassare diritti di transito, fornendo a Kiev una fonte di entrate necessaria.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrii Peskov, ha dichiarato che una ripresa immediata delle esportazioni russe di gas verso l’Europa è al momento impossibile, lasciando tuttavia aperta la possibilità che ciò possa cambiare in futuro.
La posizione ufficiale europea resta ferma: le importazioni di gas russo non riprenderanno nemmeno dopo una pace completa. Un divieto permanente è previsto entro la fine del 2027 e il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha dichiarato che l’UE non si fiderà della Russia nemmeno dopo la pace. Un alto funzionario europeo ha paragonato l’iniziativa a un inutile sacrificio della Cecoslovacchia da parte di Neville Chamberlain nel 1938.
Tuttavia, la Casa Bianca ritiene che la resistenza europea potrebbe non essere così solida come appare. L’impennata dei prezzi causata dalla guerra in Iran potrebbe rendere i governi più propensi a prendere in considerazione la proposta. Inoltre, se l’Ucraina stessa avallasse la ripresa delle forniture, anche la posizione europea potrebbe ammorbidirsi.