Il Parlamento ha approvato il 8 ottobre 2026 la nuova legge elettorale, che sarà utilizzata per le prossime elezioni politiche previste nel 2027. La norma prende il nome di Stabilicum, mentre le opposizioni la chiamano Melonellum, dal nome di Giorgia Meloni, la premier di Fratelli d'Italia. L'obiettivo dichiarato è evitare le incertezze post-elettorali e facilitare la formazione di un governo stabile.

Come funziona il premio di maggioranza

La legge introduce un sistema proporzionale con un premio di maggioranza. Se una coalizione ottiene almeno il 42% dei voti, riceve 70 deputati e 35 senatori in più. Questo dovrebbe garantire una maggioranza sia alla Camera che al Senato.

Il premio ha però dei limiti: la coalizione vincente non può superare 220 deputati su 400 e 113 senatori su 200. La soglia di sbarramento resta al 3% per i partiti e al 10% per le coalizioni.

Cosa succede se nessuno arriva al 42%

Se nessuna coalizione raggiunge il 42%, si applica un sistema proporzionale puro, simile a quello della Prima Repubblica (1948-1992). In questo scenario, la formazione di una maggioranza potrebbe diventare più complessa.

Unico listone nazionale e dubbi di costituzionalità

Il premio di maggioranza è basato su un unico listone nazionale, sia alla Camera che al Senato. Questo ha sollevato dubbi di costituzionalità, poiché l'articolo 57 della Costituzione prevede che il Senato sia eletto su base regionale.

Introduzione delle preferenze

Con la nuova legge, gli elettori possono indicare fino a tre candidati. Ogni partito presenta una lista di sei candidati per collegio. È obbligatorio alternare il genere tra le preferenze: almeno un uomo e una donna.

In sintesi, la nuova legge elettorale cerca di bilanciare stabilità e rappresentanza, ma presenta ancora alcuni punti critici che potrebbero influenzare il panorama politico italiano.

Fonti