Secondo quanto riporta Milano Finanza, la Commissione Europea ha contestato formalmente a KKR di aver fornito informazioni inesatte o fuorvianti durante l'istruttoria sull'acquisizione della rete fissa di TIM, NetCo. La contestazione riguarda in particolare gli accordi con gli operatori concorrenti e le condizioni di accesso all'ingrosso alla rete.
La vicenda nasce dalla necessità di ridurre l'indebitamento di TIM e separare la rete fissa dalle attività commerciali. A novembre 2023, il consiglio di amministrazione di TIM ha approvato l'offerta vincolante di KKR per NetCo, valutata inizialmente 18,8 miliardi di euro, con la possibilità di arrivare a 22 miliardi. L'acquisizione è stata notificata alla Commissione Europea nella primavera del 2024 e approvata il 30 maggio dello stesso anno, senza condizioni. Il closing è avvenuto a luglio, con una riduzione dell'indebitamento di TIM quantificata in 14,2 miliardi di euro lorda e 13,8 miliardi netta.
L'indagine della Commissione è stata aperta a luglio 2025 dalla Direzione generale della Concorrenza (DG COMP). Secondo Bruxelles, FiberCop, controllata da Optics BidCo, società attraverso cui KKR detiene il controllo di NetCo, avrebbe aumentato unilateralmente i prezzi per l'accesso alla rete. In base alla Commissione, ciò sarebbe avvenuto nonostante le garanzie fornite a Bruxelles al momento dell'acquisizione, quando era stato dichiarato che gli accordi esistenti sarebbero stati rispettati e che eventuali modifiche avrebbero seguito procedure concordate con gli operatori interessati.
La Commissione ritiene, in via preliminare, che KKR abbia fornito informazioni inesatte o fuorvianti "almeno per negligenza". L'eventuale conferma delle contestazioni potrebbe portare a una sanzione fino all'1% del fatturato complessivo di KKR.
Il fondo ha respinto le accuse e ha ribadito che, allo stato attuale, "l'autorizzazione all'operazione resta valida". KKR avrà ora la possibilità di presentare le proprie osservazioni e difendersi in un'audizione a porte chiuse nei prossimi mesi.