La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, chiamata Stabilicum, proposta dal governo guidato da Giorgia Meloni. La votazione si è tenuta l'8 ottobre 2026 e ha visto l'utilizzo del voto segreto, un aspetto che ha suscitato dibattito e che ha giocato un ruolo importante nel percorso legislativo della legge. Il voto è arrivato dopo mesi di discussioni e dopo che la legge era già stata approvata dal Senato.
Il voto segreto è stato il fattore determinante sia per l'approvazione finale sia per un momento chiave avvenuto durante l'estate 2025. In quella occasione, un emendamento che introduceva le "preferenze" (cioè la possibilità per gli elettori di votare direttamente i candidati) aveva rischiato di far saltare l'intera legge. L'emendamento era stato approvato grazie al voto segreto, evidenziando divisioni all'interno della maggioranza.
Secondo quanto emerso, almeno 50 deputati di destra avevano votato contro la linea del governo, approfittando dell'anonimato garantito dal voto segreto. Questo aveva portato a una situazione di stallo, che il governo ha poi risolto inserendo un "premio di maggioranza" nella legge, riportando la situazione sotto controllo.
Dopo questo episodio, il governo ha adottato una linea più dura. Giorgia Meloni ha avvertito che una mancata approvazione della legge avrebbe portato alle dimissioni del governo, allo scioglimento anticipato delle Camere e a elezioni anticipate. Questa prospettiva ha preoccupato diversi parlamentari, soprattutto quelli che non avrebbero raggiunto i 4 anni, 6 mesi e un giorno di servizio necessari per maturare il diritto alla pensione parlamentare.
Alla Camera, il voto finale ha visto 227 voti favorevoli e 164 contrari. La maggioranza necessaria era di 196 voti, dato che i presenti erano 391. La legge era già stata approvata senza voto segreto dal Senato a metà settembre 2026, grazie alla disciplina di gruppo imposta da Meloni e alle pressioni sui parlamentari.
La nuova legge elettorale, lo Stabilicum, prevede un sistema in gran parte proporzionale. Tuttavia, introduce un premio di maggioranza: la coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti riceve 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi, con un limite di 220 deputati e 113 senatori. La soglia di sbarramento è fissata al 3% per i partiti e al 10% per le coalizioni, con un meccanismo di ripescaggio per la prima lista appena sotto il 3%. La legge è stata oggetto di dibattito, con esperti che hanno sollevato dubbi sulla sua capacità di garantire stabilità politica.