Con 227 voti favorevoli e 164 contrari, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva l'8 ottobre 2026 la riforma della legge elettorale, respingendo tutte le pregiudiziali di costituzionalità. Come riporta policymakermag.it, il testo che arriva al traguardo è quello che il Senato della Repubblica aveva modificato dopo il primo via libera di Montecitorio, il 16 luglio, approvando il provvedimento con modifiche il 15 settembre scorso.
La legge ha una struttura proporzionale con un premio di governabilità: il 42% a livello nazionale, in entrambe le Camere, che assegna 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, con un limite di 220 seggi alla Camera per la lista beneficiaria, esclusi quelli della circoscrizione Estero. La soglia per ottenere seggi è al 3%, ma le liste che non lo raggiungono possono entrare in coalizione come "miglior perdente". Le firme richieste per formazioni non presenti in Parlamento sono tra 6.000 e 7.000, mentre per partiti o gruppi parlamentari sono tra 1.500 e 2.000.
Il Senato ha anche modificato la circoscrizione Estero, riducendo le ripartizioni della Camera e trasformando il Senato in una circoscrizione unica. L'articolo 8 consente a chi lavora o studia in un comune di un'altra regione di richiedere l'iscrizione in elenchi elettorali per votare in loco, estendendo il diritto anche ai caregiver familiari. Dubbi di costituzionalità erano già emersi durante l'esame della legge.