Al congresso straordinario del 25 ottobre 2026 a Milano, Matteo Salvini è stato riconfermato segretario federale della Lega con 465 voti su 619 delegati, equivalenti a oltre il 75% dei voti, sconfiggendo lo sfidante senatore Massimo Garavaglia, che ha ottenuto 146 voti. Il congresso è stato convocato dallo stesso Salvini il 20 settembre 2026, dopo il precedente congresso di Firenze dell'aprile 2025, in un contesto di crisi interna, con l'obiettivo di consolidare la sua leadership. Il partito era entrato in crisi a partire dal 2026, con il caso Vannacci che aveva accentuato le tensioni, portando a un'emorragia di voti e a una crisi di leadership. La dissidenza interna, guidata da Attilio Fontana, presidente della Lombardia, e Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda e capogruppo al Senato, era emersa in risposta alla gestione del caso Vannacci e alla sconfitta elettorale. Altri esponenti come Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, e Maurizio Fugatti, presidente della provincia di Trento, avevano espresso dissenso, mentre figure come Luca Zaia, ex presidente veneto, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, e Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, avevano mantenuto posizioni neutrali o ambigue. Le critiche al congresso, definito da Fontana e Romeo «una farsa» e «un trappolone», non hanno impedito la candidatura di Garavaglia, che ha rappresentato una Lega pragmatica, legata alle radici nordiste, ma contraria a posizioni di destra radicale. Il risultato del congresso dimostra come Salvini abbia sfruttato le divisioni interne e il dissenso per consolidare la sua posizione, mirando a resistere fino alle prossime elezioni del 2027.

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