Il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha fatto una dichiarazione che ha fatto discutere a Roma. In un’intervista ha detto che si può votare a maggio, poi ha fatto marcia indietro, facendo sapere che la legislatura arriverà a fine mandato e quindi si voterà a settembre.

Malan ha spiegato che la questione è molto delicata e non dipende solo dal governo, ma anche dal presidente della Repubblica. «La scadenza com’è noto è cinque anni, abbiamo votato a settembre e quindi si potrebbe rivotare a settembre. Il difetto di votare a settembre è che hai poco tempo per fare la campagna elettorale […] e poi c’è la questione di fare la legge di bilancio che è una cosa molto delicata per cui potrebbe esserci l’esigenza di votare a maggio. Potrebbe avere un senso votare insieme alle comunali. C’è un problema di chi decide, può decidere solo il presidente della Repubblica». Malan poi ha precisato che la legislatura arriverà alla fine e quindi si voterà a ottobre.

Giovedì ci sarà il voto finale sulla nuova legge elettorale alla Camera, su cui il governo ha posto la fiducia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che, se il disegno di legge non dovesse essere approvato, considererebbe conclusa la sua esperienza di governo, il che potrebbe portare a elezioni anticipate in primavera.

Meloni ha avvertito i deputati della sua maggioranza che, se la legge elettorale non dovesse essere approvata, non avrebbe altra scelta che dimettersi. Il richiamo arriva dopo che una parte della maggioranza ha bocciato un emendamento proposto da Fratelli d’Italia alla legge elettorale, a causa di "franchi tiratori" non identificati.

Molti deputati sono alla prima legislatura e perderebbero la possibilità di avere la pensione da parlamentare se le elezioni si svolgessero prima della fatidica soglia dei 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di mandato. Meloni ha comunque rassicurato i leader di Forza Italia e Lega, che preferiscono allungare i tempi a causa della loro crisi interna.

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