In un’intervista rilasciata al giornale La Ragione, l’ambasciatore Luigi Mattiolo, presidente di Villa Vigoni, Centro italo-tedesco per il dialogo europeo, ha delineato un quadro complesso e preoccupante della situazione europea, toccando temi di politica internazionale, difesa e sicurezza, economia e società. Mattiolo, con una lunga carriera diplomatica che include ruoli chiave come Primo Consigliere alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Onu, ambasciatore a Tel Aviv, Ankara e Berlino, e Consigliere Diplomatico del governo del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, ha offerto una prospettiva articolata sui fattori che stanno mettendo sotto pressione l'Europa.
Secondo Mattiolo, l’Europa è colpita contemporaneamente da tre fattori esogeni: l’atteggiamento dell’attuale amministrazione americana riguardo alla difesa euro-atlantica e ai tentativi di accordo sull’Ucraina con la Russia; la minaccia russa come fattore di destabilizzazione in Europa, oltre alla crisi ucraina; e il comportamento della Cina sulle catene di valore di materiali critici, che influisce sull’industria e sulla capacità manifatturiera europea. A questi si sommano fattori endogeni come manifestazioni che coinvolgono studenti, famiglie e lavoratori, sintomo di un disagio sociale diffuso.
Il quadro delineato evidenzia un’Europa che fatica a ritrovare slancio, con problemi economici legati alla mancanza di crescita, attacco alla capacità manifatturiera, innovazione tecnologica e competitività. Mattiolo sottolinea come queste difficoltà si accompagnino a forme di violenza che mirano a destabilizzare le democrazie occidentali, citando le manifestazioni violente e i disordini nelle città europee.
“È legittimo quindi interrogarsi su chi stia soffiando sul fuoco,” afferma Mattiolo, riferendosi ai disordini sociali, alla crisi energetica, ai black bloc e alle prossime elezioni in Europa. Alla domanda se questa situazione rappresenti una nuova “tempesta perfetta”, Mattiolo risponde che la definizione è “azzeccata”, sottolineando come le preoccupazioni siano confermate anche dall’intervento di Zelensky al Consiglio europeo, che ha espresso preoccupazioni legate al supporto strategico americano all’Ucraina, soprattutto in un momento delicato come quello attuale, segnato anche dalla crisi ucraina e dagli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine.