Giorgia Meloni, premier italiana, ha fatto un discorso al Senato il 14 ottobre 2026 in cui ha segnalato un cambio di tono nei confronti della Russia. Nelle sue parole emerge un'ostilità più marcata e decisa rispetto al passato, con una critica esplicita alle divisioni europee che, a suo dire, favorirebbero Mosca.
Meloni ha affermato che "un’Europa che si divide sui formati offre un’immagine di sé infantile ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca, e di regali a Mosca di questi tempi ne abbiamo fatti abbastanza". La premier ha anche criticato l'accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin per l'esportazione di gasolio dalla Russia, definendolo "molto rischiosa" e una possibile legittimazione per Mosca. Ha inoltre espresso cordoglio per l'attacco russo a Kramatorsk, in cui sono morte 33 persone, e ha ribadito il suo rifiuto di una pace basata sulla resa dell'Ucraina, sottolineando che "il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace, è ciò che la rende possibile […], nessuno mi convincerà del fatto che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace". Infine, ha parlato di una "pace giusta" che potrebbe richiedere un prezzo in termini di consenso o di posizioni di comodo.
Il discorso di Meloni al Senato del 14 ottobre 2026, in vista del Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre, è stato più combattivo e intransigente nei confronti della Russia rispetto al passato, ma non segna una svolta radicale nella linea dell'esecutivo. Il sostegno politico e militare all'Ucraina non è mai stato in dubbio, sebbene l'ultimo invio di aiuti militari risalga al novembre 2025 e il nuovo pacchetto (tredicesimo) sia pronto ma non ancora autorizzato. Meloni si era opposta a fornire armi offensive di grande efficacia e al coinvolgimento di soldati italiani in missioni militari in Ucraina, mantenendo una linea prudente. A giugno 2026, inoltre, aveva espresso perplessità sulla rapidità dell'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, pur riconoscendo i progressi di Kiev verso gli standard europei.