La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivolto dure critiche a Francia, Germania e Regno Unito, accusandoli di privilegiare ancora una volta un gruppo esclusivo di cui l’Italia è sempre stata tenuta fuori. Durante un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Palazzo Chigi a Roma il 15 aprile scorso, Meloni ha affrontato la questione del blocco della nomina di un inviato europeo per la guerra in Ucraina. All’interno dell’Unione Europea è in corso da tempo una discussione sulla necessità di nominare un inviato speciale che possa rappresentare gli interessi europei nei negoziati tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. La proposta di Meloni era quella di scegliere un rappresentante di uno Stato europeo minore, per evitare gelosie tra i paesi più importanti. Tuttavia, la nomina è stata bloccata dalle resistenze di Francia, Germania e Regno Unito, riuniti nel formato diplomatico noto come E3. Meloni ha criticato direttamente i tre Paesi, affermando che «formati improvvisati e trattative disorganizzate rischiano di portare scarsi risultati», come dichiarato a giugno 2026. Durante un intervento in Senato, la presidente del Consiglio ha chiesto di individuare una figura autorevole per rappresentare l’Europa, proponendo di valutare soluzioni diverse qualora non si trovasse convergenza su un nome. Ha inoltre criticato la scelta dell’E3 di agire autonomamente, sottolineando che «se ritengono di poter fare da sole e meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti». Il formato E3 era stato creato nel 2003 per stabilire relazioni diplomatiche dirette con l’Iran, evitando la mediazione degli Stati Uniti, coinvolgendo appunto Francia, Germania e Regno Unito.

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