Il governo e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono finiti al centro delle critiche per la gestione dei disordini avvenuti a Milano nelle serate del 17 e 18 ottobre 2026. Centinaia di ragazzi e ragazzini, in gran parte minorenni e alcuni sotto i quindici anni, hanno partecipato a episodi di vandalismo, rottura di vetrine e saccheggio di negozi, mettendo in difficoltà le forze dell’ordine e lasciando la città in una situazione di forte tensione.
Secondo quanto riportato dalla Questura di Milano e dal ministero dell’Interno, il gruppo di giovani coinvolti sarebbe stato eterogeneo, con motivazioni difficilmente riconducibili a movimenti ideologici strutturati. Questo aspetto avrebbe reso più complessa l’attività preventiva delle forze di polizia e degli apparati di intelligence nei giorni precedenti agli eventi.
Durante una riunione di governo tenutasi lunedì mattina, è emerso che le forze dell’ordine non sarebbero state preparate ad affrontare un fenomeno di queste dimensioni. Gli apparati di intelligence non avrebbero monitorato con la dovuta attenzione le iniziative organizzate tramite i social network, che hanno coinvolto un gran numero di giovanissimi. Di conseguenza, non è stata predisposta una pianificazione preventiva adeguata per evitare ciò che è accaduto nelle serate del 17 e 18 ottobre.
Il Consiglio dei ministri è stato convocato per martedì 20 ottobre alle 17:30 per approvare nuove norme contro la criminalità, in particolare quella minorile. Nel frattempo, il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato che verranno schierati 500 militari in più a Milano, una misura che, secondo alcuni commentatori, potrebbe sollevare interrogativi sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla capacità delle forze di polizia di prevenire episodi di violenza.
Secondo le fonti, più che sull’operato degli agenti presenti in strada, ci sono dubbi sull’efficienza del lavoro degli apparati di intelligence. Le manifestazioni organizzate da associazioni o movimenti politici, per quanto possano degenerare in alcuni casi, sono generalmente più facili da gestire per la polizia, poiché conoscono i referenti e le dinamiche. Al contrario, le manifestazioni non strutturate, come quelle viste a Milano, possono risultare più difficili da controllare a causa della loro imprevedibilità e della mancanza di informazioni preventive.