Delfin ha deciso di aderire all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, portando il 17,6% del capitale di Rocca Salimbeni, come riportato da policymakermag.it. La decisione arriva dopo il rilancio dell’offerta da parte di Ca’ de Sass, che ha aumentato la componente cash da 1 a 1,25 euro per azione Mps, lasciando invariato il rapporto di concambio a 1,6 azioni di Intesa per ogni azione Mps. Il corrispettivo totale per ogni azione Mps, sulla base dei prezzi ufficiali del 5 giugno, sale così a 10,341 euro, rispetto agli 8,970 euro segnati dal titolo in quella data. In caso di adesione totalitaria, il controvalore complessivo dell’offerta raggiungerebbe circa 31,4 miliardi di euro.

La scelta di Delfin era attesa dal mercato, considerando che Intesa contesta il piano della banca senese che include operazioni con Banco BPM e Banca Generali. Delfin si è trovata davanti a un bivio: mantenere una partecipazione significativa in Mps oppure trasformarla in una quota più piccola di Intesa, con una parte di liquidità aggiuntiva. Se Delfin avesse mantenuto il 17,5% in Mps, sarebbe scesa a circa il 3,8% di Intesa, ma con una quota di liquidità.

Il 29 ottobre si terrà un’assemblea ordinaria e straordinaria in cui si voterà su operazioni relative a Banco BPM, Banca Generali, ulteriori aumenti di capitale e la riduzione volontaria del capitale sociale. Delfin porterà all’Opas tutte le 534.676.825 azioni Mps che detiene e ha già messo nero su bianco l’impegno a partecipare all’assemblea ordinaria e straordinaria del 29 ottobre votando in coerenza con le condizioni dell’offerta. In assemblea il Ministero dell’Economia e delle Finanze non parteciperà al voto, mentre Banco BPM dovrebbe astenersi sulle questioni che lo riguardano.

Fonti