Si è svolta il 24 ottobre alle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco a Venezia la seconda edizione di Hack the Net, giornata di confronto dedicata alle opportunità e ai rischi legati all’intelligenza artificiale e ai social network. All’evento hanno partecipato oltre 400 giovani tra studenti delle scuole superiori, universitari e allievi degli ITS Academy, insieme a rappresentanti delle istituzioni, esponenti politici e studiosi.
L’iniziativa, organizzata dal Movimento Etico Digitale e da PeriKLE’lab e ospitata da The Human Safety Net, la fondazione del Gruppo Generali, ha affrontato i principali temi legati alla trasformazione digitale, al ruolo delle piattaforme, alla responsabilità degli utenti e al rapporto tra cittadini e istituzioni nell’era dei social network.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, intervistato dalla giornalista e fondatrice di PeriKLE’lab Marta De Vivo. Nel suo intervento, Stefani ha richiamato le principali prospettive legate all’innovazione tecnologica, sottolineando l’importanza di un utilizzo responsabile degli strumenti digitali e annunciando nuove iniziative regionali dedicate all’innovazione, all’educazione digitale e all’uso consapevole dei social network.
Durante la giornata si sono alternati panel e momenti di confronto tra istituzioni e giovani. Tra i partecipanti Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana con delega alle Politiche giovanili e all’Innovazione, Federico Lobuono, membro del Gabinetto del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Livia Bonacini, responsabile della formazione di Forza Italia Giovani, e Simone Rizzo, membro del Gabinetto del sindaco di Venezia. Nel corso dell’evento è stato trasmesso anche un videomessaggio del sindaco di Venezia dedicato ai rischi e alle potenzialità della trasformazione digitale.
Spazio anche agli interventi di docenti universitari, accademici ed esperti del settore. I relatori hanno analizzato le conseguenze sociali, culturali ed educative dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, con particolare attenzione al rapporto tra cittadinanza attiva e digitale e alla responsabilità delle piattaforme nella gestione dei contenuti.
Tra i temi affrontati anche l’utilizzo dei social network da parte delle organizzazioni mafiose, con un focus specifico sulla camorra. Al dibattito ha partecipato la giornalista Luciana Esposito, sotto scorta per il suo impegno contro la criminalità organizzata, intervenuta insieme a giornalisti e studiosi per approfondire il ruolo dei social nella diffusione di contenuti criminali e nella costruzione del consenso.
L’iniziativa ha confermato l’impegno delle istituzioni e delle associazioni coinvolte nel promuovere un uso consapevole delle tecnologie digitali, evidenziando come la formazione e il pensiero critico restino strumenti centrali per affrontare le sfide dell’evoluzione tecnologica.