Le associazioni dei gestori carburanti Faib Confesercenti e Fegica tornano a intervenire pubblicamente sul tema del price cap volontario, giudicandolo uno strumento che, pur avendo raggiunto alcuni risultati, ha mostrato limiti strutturali già dopo pochi giorni dalla sua introduzione. Secondo le due sigle, l’esperienza dell’accordo tra Governo e compagnie petrolifere confermerebbe ora la necessità di un intervento legislativo che renda il tetto ai prezzi obbligatorio e non più affidato esclusivamente alla disponibilità delle imprese del settore.

Nel documento “Proposta di intervento straordinario sui prezzi dei carburanti – price cap”, Faib e Fegica riconoscono all’iniziativa governativa il merito di aver dimostrato come esista uno spazio concreto per ridurre i prezzi alla pompa e riportare il dibattito su un tema che, fino a poche settimane fa, veniva spesso considerato estraneo alle dinamiche di un mercato ritenuto pienamente libero.

Le associazioni sottolineano tuttavia che i risultati ottenuti sono stati accompagnati da criticità operative e conseguenze non previste per consumatori e operatori della rete distributiva. In particolare, evidenziano come molti automobilisti siano stati costretti a inseguire gli impianti che applicavano gli sconti, con code, difficoltà di rifornimento e distributori più convenienti rimasti spesso senza carburante a causa dei limiti logistici della rete. Al tempo stesso, gli impianti esclusi dalle riduzioni hanno registrato un calo delle vendite, con il rischio di avere prodotto invenduto e margini compressi.

Secondo Faib e Fegica, il meccanismo volontario avrebbe inoltre lasciato scoperti interi settori economici, dagli autotrasportatori agli agricoltori fino ai pescatori, per i quali il costo del carburante rappresenta una componente diretta dei costi di produzione e non una semplice spesa di consumo.

Il dato ritenuto più significativo dalle due organizzazioni riguarda però la tenuta stessa dell’accordo. Il tetto volontario, osservano, sarebbe venuto meno all’ottavo giorno su trenta, soprattutto per quanto riguarda il gasolio, senza che fosse possibile individuare un soggetto pubblico incaricato di verificarne la corretta applicazione o di intervenire in caso di disallineamenti.

Da qui la proposta di un intervento legislativo. Le associazioni chiedono al Governo di introdurre un meccanismo straordinario di contenimento dei prezzi, basato su un price cap temporaneo, proporzionato e trasparente, definito attraverso parametri oggettivi e applicato sull’intera filiera, dalla raffinazione alla distribuzione, salvaguardando sia gli approvvigionamenti sia le condizioni di concorrenza tra operatori.

L’obiettivo dichiarato non è il prolungamento degli sconti volontari, ma la costruzione di un modello normativo capace di garantire stabilità, equilibrio e tutela dei consumatori in una fase economica caratterizzata da elevata volatilità dei prezzi energetici.

La proposta sarà presentata pubblicamente da Faib e Fegica lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 12.00 in Piazza del Popolo a Roma. La conferenza intende aprire un confronto su possibili soluzioni legislative che, secondo le due organizzazioni, potrebbero consentire di contenere i costi alla pompa senza scaricare interamente sugli automobilisti e sulle categorie produttive le oscillazioni del mercato internazionale dei carburanti.