Nel giorno della condanna in via definitiva di tre agenti dei servizi segreti egiziani per il sequestro di Giulio Regeni nel 2016, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rivendicato la linea seguita nei rapporti con Il Cairo, distinguendo tra responsabilità individuali accertate dalla giustizia italiana e relazioni tra Stati.

Come ricostruito da Bianca Maria Togni ed Ettore Bellavia per policymakermag.it, la sentenza della Corte d’Assise di Roma ha condannato a dieci anni tre agenti dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale egiziana, assolvendo invece il quarto imputato e facendo cadere l’accusa di omicidio. Il processo si è svolto in assenza degli imputati, che non sono mai stati consegnati dalle autorità egiziane.

A margine di un’iniziativa elettorale, Tajani ha dichiarato che la condanna non modifica il quadro dei rapporti istituzionali tra Italia ed Egitto. “Non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone”, ha affermato il ministro, aggiungendo che le relazioni tra i due Paesi proseguiranno “come sempre, con grande determinazione”.

Tajani ha poi precisato il senso delle proprie dichiarazioni. “Mi sono limitato a fotografare la sentenza. Proprio perché è una sentenza limitata, perché non ci dice chi sono gli assassini di Regeni, noi vogliamo che si faccia piena luce su questo”. Il ministro ha ribadito di non ritenere concluso il caso e ha assicurato che continuerà a sostenere la ricerca della verità.

Le parole del titolare della Farnesina fotografano la linea di continuità adottata dai governi italiani che si sono succeduti dopo la riapertura dei rapporti bilaterali nel 2017. La condanna pronunciata dalla giustizia italiana modifica il quadro giudiziario interno, ma non quello internazionale: le autorità egiziane hanno sempre trattato la vicenda in termini incompatibili con la ricostruzione accertata dalla magistratura italiana.

Il quadro dei rapporti bilaterali si è progressivamente ampliato, anche durante le missioni di Tajani al Cairo. Il ministro degli Esteri ha visitato l’Egitto sei volte dal suo insediamento, incontrando il presidente al-Sisi e il ministro degli Esteri Badr Abdelatty e partecipando alla Commissione congiunta italo-egiziana. Le relazioni politiche e diplomatiche coprono dossier strategici per l’Italia: Gaza, Libia, Sudan, Mar Rosso, migrazioni, sicurezza, investimenti e questioni energetiche.

Il dato economico è altrettanto significativo. L’Italia è il primo partner commerciale europeo dell’Egitto, con un interscambio che nel 2025 ha raggiunto 5,9 miliardi di euro, crescendo dell’11,7%, e che nei primi cinque mesi del 2026 è aumentato di un ulteriore 7,5%.

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