Nuovi attacchi contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad. Un cittadino pakistano è rimasto ucciso e almeno undici persone sono rimaste ferite dopo che un proiettile non identificato ha colpito il Terminal 4 dello scalo, provocando un incendio successivamente posto sotto controllo. La notizia è stata riportata dal quotidiano saudita Arab News e dalle agenzie di stampa internazionali.
Secondo quanto riferito dalle autorità saudite, l’episodio segue i raid aerei condotti dalla coalizione saudita attiva in Yemen contro postazioni attribuite ai ribelli Houthi. Si tratta del secondo attacco contro l’aeroporto nel giro di 24 ore: sabato un altro bombardamento aveva causato almeno tredici morti e centinaia di feriti, colpendo uno dei principali hub aeroportuali del Paese. Il bilancio complessivo dei due attacchi è quindi di quattordici vittime e oltre cento feriti.
Il nuovo raid ha provocato danni materiali alle strutture del terminal e ulteriori vittime tra passeggeri, personale e civili presenti nell’area. La General Authority of Civil Aviation saudita ha confermato l’aggressione contro lo scalo, che resta chiuso al traffico aereo. Le autorità hanno disposto la prosecuzione della didattica a distanza nella regione di Riad anche per la giornata di lunedì.
Gli attacchi contro l’aeroporto King Khalid si inseriscono in una più ampia escalation di violenza che nelle ultime settimane ha colpito diverse infrastrutture civili del Regno. Nelle stesse ore un altro attacco ha interessato l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam, nella provincia orientale del Paese. Anche in questo caso si registrano danni materiali alle strutture.
Le forze saudite hanno attribuito la responsabilità delle aggressioni ai ribelli Houthi, accusati di aver intensificato gli attacchi contro obiettivi civili. Secondo la coalizione, gli Houthi avrebbero utilizzato droni e missili nel quadro di una nuova campagna militare contro il territorio saudita. Le autorità militari hanno dichiarato di aver intercettato diversi velivoli senza pilota nelle ultime ore.
La risposta saudita ha incluso raid aerei contro presunte infrastrutture militari degli Houthi in territorio yemenita. Secondo le fonti ufficiali, sarebbero stati colpiti depositi di munizioni, postazioni militari e installazioni utilizzate per il lancio di droni e missili.
L’escalation arriva mentre la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi del conflitto yemenita, che negli ultimi anni ha già provocato migliaia di vittime civili e una delle peggiori crisi umanitarie a livello globale. Gli attacchi contro Riad segnano un cambio di passo nella strategia degli Houthi, che hanno progressivamente ampliato il raggio d’azione delle proprie operazioni militari contro il territorio saudita, colpendo infrastrutture strategiche e centri urbani di rilevanza nazionale.
La serie di attacchi rappresenta una delle più gravi aggressioni contro un’infrastruttura civile saudita degli ultimi anni. L’aeroporto internazionale King Khalid è uno dei principali scali del Paese e un nodo strategico per il traffico aereo regionale e internazionale. La sua chiusura comporta conseguenze significative sul piano logistico, economico e della sicurezza.
In risposta all’escalation, le autorità saudite hanno rafforzato le misure di sicurezza nei principali aeroporti e infrastrutture critiche. La coalizione ha inoltre annunciato nuove operazioni militari contro le postazioni Houthi in Yemen, sostenendo di voler neutralizzare le capacità offensive del gruppo.
La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per l’intensificarsi degli scontri. Gli attacchi contro obiettivi civili hanno riacceso il dibattito sulla necessità di una soluzione diplomatica al conflitto yemenita, mentre gli osservatori regionali evidenziano il rischio di un ulteriore deterioramento degli equilibri di sicurezza nell’area del Golfo.
L’Italia ha condannato gli attacchi contro Riad. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito inaccettabili le azioni contro civili e infrastrutture, ribadendo il sostegno all’Arabia Saudita. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà al governo saudita, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza della popolazione civile e delle infrastrutture strategiche.
Secondo quanto riportato da Arab News, la nuova escalation rappresenta un banco di prova per gli equilibri regionali e per il canale diplomatico aperto negli ultimi anni tra Arabia Saudita e Iran, sostenitore degli Houthi. La ripresa delle ostilità su larga scala rischia infatti di compromettere i fragili progressi registrati sul fronte del dialogo regionale.