Si è aperta domenica la procedura di rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo di autogoverno dei magistrati che gestisce gli avanzamenti di carriera, i trasferimenti e le sanzioni nei loro confronti. Si tratta del primo rinnovo dopo il referendum confermativo di marzo, che ha bocciato la riforma costituzionale della magistratura.

Il CSM è composto da 33 componenti: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Primo presidente della Corte Suprema di Cassazione Pasquale D’Ascola e il Procuratore generale della Corte di Cassazione Pietro Gaeta sono membri di diritto. I restanti 30 componenti sono eletti: 20 membri "togati" sono eletti dai magistrati tra candidati interni alla magistratura, mentre 10 membri "laici" sono eletti dal parlamento in seduta comune, con deputati e senatori che votano insieme.

Nel 2022, durante il governo Draghi, una riforma promossa dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia aveva riportato a 33 il numero totale dei componenti del CSM, dopo che in precedenza era sceso a 27.

I magistrati hanno votato con schede cartacee depositate in urne nei vari uffici giudiziari d’Italia. I risultati parziali dello spoglio mostrano un’avanzata di magistrati di orientamento progressista e una sconfitta dei candidati più vicini alle posizioni conservatrici.

La legge elettorale del CSM, modificata nel 2022, prevede un sistema maggioritario a turno unico con un correttivo proporzionale. I magistrati votano in 8 collegi a seconda delle loro funzioni: se sono magistrati giudicanti o requirenti e se hanno funzioni di merito o di legittimità. In totale si sono presentati 64 candidati.

Nelle elezioni del CSM, un ruolo importante è svolto dalle correnti, associazioni di magistrati con orientamenti culturali e politici diversi, che influenzano la selezione dei candidati e la scelta degli eletti.

La riforma costituzionale della magistratura è stata bocciata dal referendum confermativo di marzo, costringendo il governo a riscrivere il testo. Questo rinnovo del CSM è il primo a svolgersi dopo quel referendum.

La ministra della Giustizia Marta Cartabia interviene alla Camera il 22 giugno 2022 (foto: Mauro Scrobogna/LaPresse)

Foto di copertina: La ministra della Giustizia Marta Cartabia interviene alla Camera il 22 giugno 2022 (Mauro Scrobogna/LaPresse)

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