La Lega si prepara a vivere un passaggio politico decisivo. Il 12 ottobre 2026 Matteo Salvini ha rassegnato le dimissioni dalla carica di segretario del partito, insieme a quelle dei tre vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani. Si tratta di un passaggio formale necessario per consentire al leader di ricandidarsi e affrontare un congresso straordinario fissato per il 24 e 25 ottobre. L’obiettivo è rafforzare la sua leadership in vista delle elezioni politiche del 2027, in un momento in cui il partito attraversa una fase di crisi e di lotte interne.

Le dimissioni sono arrivate al termine di un Consiglio federale durato tre ore presso la sede del partito di via Bellerio a Milano. Il tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario, guiderà il partito fino al congresso. La scelta dei vicesegretari di dimettersi in blocco insieme al segretario aveva l’obiettivo di far decadere automaticamente l’intera dirigenza senza dover attendere la convocazione di un congresso ordinario. In questo modo, il Consiglio federale ha potuto indire immediatamente il congresso straordinario.

Il congresso è un’importante riunione del partito in cui vengono discussi la linea politica e la guida della Lega. Vi partecipano dirigenti, amministratori locali, parlamentari e delegati selezionati, che rappresentano la base del partito. L’ultimo congresso si era tenuto a Firenze nel 2025, quando Salvini era stato confermato segretario per la terza volta. In quella sede aveva ottenuto pieni poteri, compresa la possibilità di scegliere i futuri candidati, ma con l’impegno di convocare la Direzione federale per confrontarsi sulle decisioni.

Per il congresso straordinario di ottobre, Salvini ha presentato diverse proposte per rafforzare il partito. Tra queste, la creazione di una “segreteria politica” composta da un gruppo di dirigenti che lo affianchi nella gestione quotidiana del partito, e il cambiamento del simbolo. Tuttavia, i presidenti di regione hanno chiesto maggiore rappresentanza territoriale e l’introduzione di meccanismi di confronto più ampi rispetto al solo Consiglio federale. Il simbolo attuale del partito include la dicitura “Salvini Premier”, elemento che potrebbe essere modificato per dare un segnale di rinnovamento.

La situazione attuale della Lega ricorda per certi versi il periodo del 2013. All’epoca il partito era in difficoltà, con un consenso stimato intorno al 4-5%, una cifra simile a quella attuale. L’ultimo congresso straordinario si era tenuto nel dicembre 2013, quando Salvini vinse la sfida contro Umberto Bossi. Nei mesi successivi, il partito iniziò una fase di ripresa, grazie anche a un forte impegno sul territorio e a una campagna elettorale incisiva.

Oggi il contesto è diverso. La Lega è entrata in una fase di crisi interna e sta cercando di riorganizzarsi per affrontare le elezioni politiche del 2027. Il nome formale del partito è “Lega per Salvini Premier”, ma nel corso degli anni è stato utilizzato principalmente il nome “Lega”. La rielezione di Salvini è considerata quasi scontata, nonostante il contesto di crisi interna. Il congresso straordinario rappresenta quindi un passaggio importante per definire il futuro del partito e la sua strategia politica.

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