Il secondo turno delle elezioni per il rettore dell’Università La Sapienza si chiude senza un vincitore, ma con un quadro politico più delineato e con un dato che emerge con forza: la partecipazione resta elevata, in controtendenza rispetto all’astensionismo che caratterizza oggi molte consultazioni locali in Italia. Al secondo turno, chiuso ieri 16 ottobre, hanno votato il 75,07% degli aventi diritto, una flessione rispetto all’80,72% del primo turno, ma comunque un livello considerevole per una comunità accademica così ampia. Tra i docenti la partecipazione si è mantenuta all’86,17%, mentre tra il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e le rappresentanze studentesche si è attestata vicino ai due terzi. Un dato particolare riguarda la componente studentesca: i voti ponderati degli studenti sono stati 368, a fronte di un peso che può arrivare fino al 15% del corpo docente, segno di una presenza significativa nel processo elettorale.
La sfida vede ora delinearsi un duello tra Pierpaolo D’Urso, preside di Scienze politiche, sociologia, comunicazione, e Fabio Lucidi, prorettore uscente. La campagna elettorale era iniziata con sei candidati, ma la competizione si è progressivamente concentrata su questi due nomi, mentre altri protagonisti, come la prorettrice alla Ricerca Maria Sabrina Sarto, hanno scelto di ritirarsi.
Il secondo turno ha registrato un avvicinamento netto tra i due principali contendenti. Fabio Lucidi è rimasto in testa con 1.207,46 voti ponderati, in crescita del 2,7% rispetto alla prima tornata. Pierpaolo D’Urso ha raggiunto 1.140,63 voti ponderati, con un incremento dell’11,2%, riducendo la distanza da 150,5 a 66,8 voti ponderati. Dietro di loro si collocano Riccardo Faccini con 880,78 voti ponderati e Antonio Carcaterra con 746,13. Il dato più rilevante riguarda la dinamica del voto: D’Urso ha guadagnato 103 preferenze tra i docenti, passando da 678 a 781, mentre Lucidi ne ha conquistate solo 12. Inoltre, D’Urso ha ottenuto il 54% dei voti ponderati tra gli studenti, staccando Lucidi di circa 138 voti ponderati in questa componente.
D’Urso ha sottolineato come, secondo la sua interpretazione, il 70% dell’elettorato abbia scelto una candidatura di discontinuità con l’amministrazione uscente, lanciando un appello al «dialogo tra le forze che propongono il cambiamento» e dichiarandosi disponibile «a raccogliere e coordinare il contributo di tutti coloro che vogliono una nuova pagina per Sapienza».
Il terzo turno, in programma dal 20 al 23 ottobre, sarà determinante. Se nessuno otterrà la maggioranza assoluta, La Sapienza si troverà per la prima volta al ballottaggio tra i due più votati, previsto per il 27 ottobre. Sarà quello, eventualmente, il momento in cui le alleanze tra i candidati esclusi potrebbero risultare decisive per orientare il voto di una parte degli elettori.