Scotland Yard ha sospeso l'utilizzo del software Oxygen Forensics, impiegato per anni dalla Metropolitan Police per estrarre dati da telefoni e altri dispositivi, dopo che il Dipartimento di Giustizia americano ha accusato la società di essere di proprietà russa attraverso una struttura societaria occulta. La decisione, riportata dal Telegraph, non riguarda presunti codici malevoli o accessi abusivi ai dati dei clienti, ma riapre il dibattito sulla sicurezza della catena di fornitura tecnologica utilizzata dalle forze dell'ordine occidentali.
Secondo quanto riferito da una fonte interna a Scotland Yard citata dal Telegraph, l'uso del software è stato sospeso almeno dal 5 ottobre 2026, dopo che unità specialistiche avevano utilizzato Oxygen Forensics per anni in indagini operative. La sospensione segue l'arresto del CEO Lee Reiber e del cittadino russo Oleg Sergeyevich Davydov negli Stati Uniti il 23 settembre 2026, entrambi accusati di associazione finalizzata alla frode telematica.
Oxygen Forensics, con sede ad Alexandria, Virginia, produce strumenti di informatica forense utilizzati per il recupero e l'analisi di dati digitali da dispositivi mobili, servizi cloud e piattaforme di messaggistica. Le accuse federali sostengono che la società fosse in realtà controllata da cinque cittadini russi attraverso una holding con sede a Cipro, mentre una società russa, Mko Systems, precedentemente nota come Oxygen Software, avrebbe continuato a sviluppare e commercializzare tecnologia simile in Russia, fornendo strumenti anche al Servizio federale di sicurezza (FSB) e al ministero dell'Interno russo.
Secondo gli investigatori americani, dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022, sarebbero state avviate operazioni per occultare la proprietà e le attività di sviluppo russe attraverso ristrutturazioni societarie e la creazione di nuove entità legali. I proprietari russi sarebbero stati rimossi dai registri pubblici, pur continuando a influenzare le decisioni aziendali, mentre il software avrebbe condiviso codice con prodotti commercializzati in Russia. Le accuse devono ancora essere provate in tribunale e gli imputati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna.