Secondo quanto riporta Adnkronos, Renato Schifani starebbe valutando le dimissioni da presidente della Regione Siciliana, travolto dall’inchiesta che ha coinvolto il suo ex consigliere giuridico Gaetano Armao (anche capo della Cts per le autorizzazioni ambientali) e da una durissima spaccatura interna al suo partito.
A dare il colpo di grazia politico è stato il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, che ha rotto la tregua con Schifani chiedendo apertamente un cambio di passo: “Bisogna avere il coraggio di cambiare”, ha detto, parlando di “una proposta politica completamente nuova”, senza però specificare se questo significhi dimissioni del governatore.
Minardo ha poi precisato che il cambiamento invocato “non è una mia opinione, ma una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto, che sottoporrò al segretario nazionale Antonio Tajani”.
La replica di Schifani è arrivata poche ore dopo: “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”.
Secondo molti analisti, le dimissioni di Schifani sarebbero imminenti, ma c’è chi le legge come una mossa tattica per fuggire dalla situazione insostenibile di Palazzo d’Orléans, già segnata da precedenti episodi giudiziari che hanno coinvolto altri membri del governo.
Per la successione si fanno i nomi di Nino Minardo o dell’attuale vice presidente della Camera Giorgio Mulè. Le elezioni potrebbero tenersi ad aprile 2027. Nel frattempo, l’indagine conoscitiva della commissione regionale Antimafia proseguirà con le audizioni delle parti interessate, compreso il governatore.