La seduta del Consiglio del Municipio Roma V del 25 settembre, dedicata alla discussione della mozione "Contrasto all'islamofobia e al razzismo antimusulmano. Definizione, monitoraggio territoriale, garanzia effettiva della libertà di culto e promozione della convivenza nel Municipio Roma V", è al centro di un'interrogazione presentata dal gruppo consiliare della Lega-Salvini Premier e indirizzata al Sindaco di Roma Capitale e all'assessore competente.

Nel documento si ricorda che la mozione, promossa dal capogruppo del Partito Democratico in Municipio V e sottoscritta da altri consiglieri del medesimo gruppo, affronta i temi della libertà religiosa, della tutela delle minoranze, del contrasto alle discriminazioni e della promozione della convivenza nel territorio municipale.

Secondo quanto riportato nell'interrogazione, la seduta avrebbe registrato momenti di forte tensione, documentati anche da immagini e riprese diffuse da alcune testate e media locali.

Tra gli episodi segnalati figura l'aggressione avvenuta ai danni di Massimiliano Zossolo, fondatore della piattaforma social Welcome to Favelas, che, secondo quanto riferito, sarebbe stato colpito con uno schiaffo da un manifestante mentre si trovava all'interno della sala consiliare per seguire i lavori della seduta. I consiglieri interroganti chiedono all'Amministrazione capitolina se l'autore del gesto sia stato identificato dalle Forze dell'Ordine o dalla Polizia Locale, e se siano state adottate o siano in corso le procedure previste in casi di aggressioni o episodi di violenza verificatisi all'interno di una sede istituzionale.

Un ulteriore elemento evidenziato nell'interrogazione riguarda la presenza, durante la seduta consiliare, di Maurizio Falessi, ex militante delle Unità Comuniste Combattenti e condannato negli anni Ottanta per reati riconducibili alla lotta armata, tra cui associazione sovversiva e tentato omicidio.

Nel testo viene ricordato che, in seguito alla sua latitanza e alla successiva estradizione, la sua vicenda giudiziaria era stata al centro di dichiarazioni istituzionali che ne sottolineavano la rilevanza nel contrasto al terrorismo interno.

La Lega chiede quindi al Sindaco e all'assessore competente se fossero a conoscenza della presenza di Falessi negli spazi del Municipio in occasione della seduta del 25 settembre e, qualora la ricostruzione risultasse confermata, quali valutazioni intendano esprimere in merito alla sua partecipazione ai lavori consiliari e al tipo di rapporti eventualmente intercorsi durante lo svolgimento della seduta.

Tra le richieste contenute nell'interrogazione figura inoltre una presa di posizione dell'Amministrazione rispetto agli episodi verificatisi nella sede municipale, con particolare riferimento all'aggressione segnalata e alle condizioni di sicurezza durante lo svolgimento dei lavori consiliari.

La mozione discussa in aula richiama i principi della libertà religiosa, della tutela delle minoranze, del contrasto alle discriminazioni e del rispetto dei diritti fondamentali, invitando il Municipio ad adottare azioni coerenti con tali principi. L'interrogazione presentata dalla Lega, pur non entrando nel merito dei contenuti della mozione, solleva interrogativi sull'andamento della seduta, sugli episodi segnalati e sulla presenza di una persona con un precedente giudiziario legato alla lotta armata all'interno degli spazi municipali.

La conclusione del documento sottolinea la necessità che le sedi istituzionali di Roma Capitale restino luoghi nei quali il confronto politico e amministrativo si svolga nel rispetto delle regole e della legalità, indipendentemente dalle vicende personali o giudiziarie delle persone presenti o coinvolte nella seduta consiliare.