L’analisi è stata pubblicata il 13 ottobre da Stefano Mele, presidente della Commissione Sicurezza Cibernetica del Comitato Atlantico Italiano. Un’analisi che si muove con chiarezza e precisione tra gli attacchi ucraini che hanno colpito i centri dati di Yandex in Russia, evidenziando come la potenza di calcolo di una nazione in guerra sia esposta alla dimensione cinetica di un conflitto. Sullo sfondo, tuttavia, c’è anche una domanda: quanto della rete civile russa è diventato, nel tempo, parte dell’infrastruttura militare?

Secondo quanto riportato da Mele, nella notte tra il 7 e l’8 ottobre un attacco ucraino ha colpito il data center di Yandex a Sasovo, nella regione di Ryazan, provocando un incendio e la sospensione delle operazioni. Nelle notti successive sarebbero stati presi di mira anche i data center di Kaluga e di Vladimir, con danni parziali nel primo caso e chiusura completa nel secondo. In pochi giorni, tre dei cinque principali data center di una delle aziende tecnologiche più rilevanti della Russia sarebbero stati resi inoperativi o danneggiati.

Il centro di Sasovo, in particolare, ospiterebbe decine di migliaia di server e due dei tre supercomputer utilizzati da Yandex per l’intelligenza artificiale. La sua rilevanza, tuttavia, non si fermerebbe alla singola azienda: in uno scenario di guerra estesa, una capacità di calcolo di queste dimensioni può sostenere analisi di intelligence, comunicazioni militari, gestione logistica, sviluppo di modelli predittivi e operazioni cyber offensive e difensive.

Gli attacchi ucraini si inseriscono in una dinamica iniziata a metà settembre, quando la Russia ha colpito infrastrutture digitali ucraine. Il 27 settembre, dieci data center a Kyiv e uno a Dnipro sono stati danneggiati, con conseguenze pesanti per il settore. Cosmonova ha dichiarato che il proprio impianto non sarebbe più tornato operativo, mentre Omega Telecom ha riferito la distruzione delle apparecchiature del suo principale nodo tecnico. Il ministero della Difesa russo ha sostenuto che alcune delle infrastrutture colpite fornivano capacità di comunicazione e dati alle forze armate ucraine, ma questa affermazione non può essere verificata in modo indipendente.

In quel contesto, il presidente ucraino Zelensky aveva dichiarato che l’Ucraina avrebbe risposto in modo speculare agli attacchi russi. Le operazioni contro i data center di Yandex sembrano inserirsi in quella logica, colpendo un’infrastruttura critica che, pur formalmente civile, può avere ricadute strategiche rilevanti.

L’analisi di Mele mette in evidenza un dato che emerge con forza: la guerra contemporanea non si combatte più soltanto sui fronti convenzionali. La volontà di colpire sistemi che supportano comunicazioni militari, servizi pubblici, attività economiche e meccanismi di allerta è ormai parte della moderna grammatica di un conflitto armato.

Fonti